È stato pubblicato Cartas III, nuovo volume dell’edizione critica delle Lettere di san Josemaría Escrivá, edita da Rialp nella Collana delle Opere Complete. Il libro è stato curato da Luis Cano, ricercatore dell’Istituto Storico San Josemaría Escrivá.
Il volume raccoglie cinque testi inediti — le lettere 9, 10, 11, 12 e 14 — che occupano un posto di primaria importanza nell’eredità spirituale e letteraria di san Josemaría. Si tratta di scritti ampi e accuratamente elaborati, nei quali il fondatore dell’Opus Dei ha voluto trasmettere con particolare profondità aspetti essenziali dello spirito ricevuto da Dio.
Le prime due lettere del volume, contrassegnate dai numeri 9 e 10, sono dedicate al sacerdozio nell’Opus Dei. In esse san Josemaría spiega la necessità dei sacerdoti per il compimento della missione ecclesiale dell’Opera e il modo peculiare con cui essi svolgono il proprio ministero pastorale. Si tratta di sacerdoti provenienti dai fedeli laici dell’Opus Dei, che hanno esercitato una professione civile e conoscono da vicino le realtà ordinarie del mondo.
La lettera 11 affronta le diverse dimensioni della formazione dei membri dell’Opera: umana, spirituale, dottrinale-religiosa, apostolica e professionale. La lettera 12 tratta un tema di particolare attualità: la testimonianza cristiana nella cultura, nell’opinione pubblica e nei mezzi di comunicazione. Infine, la lettera 14 si concentra su uno dei punti centrali del messaggio di san Josemaría: il lavoro come via di santificazione, di evangelizzazione e di trasformazione cristiana del mondo.
Uno degli aspetti più rilevanti di queste lettere è il loro profondo amore per il mondo e per le realtà umane. San Josemaría invita i cristiani a portare Cristo in tutti gli ambienti in cui vivono e lavorano: la famiglia, la cultura, la scienza, la comunicazione, la vita professionale e la convivenza sociale. Non si tratta di fuggire dal mondo né di guardarlo con diffidenza, ma di amarlo e trasformarlo dall’interno, con responsabilità personale e spirito di servizio.
Allo stesso tempo, queste pagine ricordano che l’impegno cristiano non può ridursi all’attivismo o alla mera azione esteriore. Per far conoscere Cristo è necessario vivere con uno sguardo soprannaturale e coltivare una profonda vita interiore. San Josemaría parla dell’esigenza di avere un «punto di vista soprannaturale in tutte le attività» (Lettera 11, n. 25), affinché la vita ordinaria diventi luogo d’incontro con Dio e di servizio agli altri.
In questo senso, le lettere contengono un forte richiamo alla vita contemplativa in mezzo al mondo. Il fondatore dell’Opus Dei scrive che è necessario «unire l’anima e lo spirito a Dio, nostro Padre, mediante la preghiera, mediante la contemplazione con un amore ininterrotto: con i sensi, l’immaginazione e le potenze dell’anima immersi in Dio» (Lettera 11, n. 28a). Questa unione con Dio non allontana dai compiti temporali, ma permette di svolgerli con maggiore profondità cristiana.
Un altro aspetto particolarmente significativo è lo slancio evangelizzatore che attraversa l’intero volume. San Josemaría incoraggia a interessarsi a tutte le persone, a scoprirne le necessità spirituali e a facilitarne l’incontro con Dio. In una delle lettere fa riferimento al «lamento di tanti cuori aridi» che sembrano dire: «non ho nessuno che mi tenda una mano e mi avvicini alla luce e al calore di Cristo» (Lettera 11, n. 40). Queste parole mostrano la profondità pastorale e apostolica di testi che, pur essendo stati redatti decenni fa, conservano una notevole attualità.
In effetti, molte delle questioni affrontate in queste lettere continuano a interpellare il lettore di oggi: come vivere la fede in una società secolarizzata e tecnologica; come trasmettere il Vangelo nell’ambito della comunicazione; come impegnarsi per la pace, la giustizia e la dignità della persona; come essere pienamente presenti nelle realtà della terra e, al tempo stesso, profondamente uniti a Dio.
San Josemaría era consapevole che lo spirito che trasmetteva non era legato a circostanze storiche determinate. Per questo scriveva che tale spirito «non è limitato da determinate circostanze di luogo e di tempo, ma risponderà sempre ai più diversi cambiamenti e alle situazioni che, nel corso dei secoli, si presenteranno nella società degli uomini» (Lettera 11, n. 19b). Questa affermazione aiuta a comprendere l’attualità di queste pagine e la loro capacità di illuminare anche le sfide del presente.
La pubblicazione di Lettere III rappresenta un nuovo passo nel lavoro di edizione e studio di questo importante insieme di scritti di san Josemaría. Finora sono state pubblicate quattordici Lettere e un’Istruzione, nell’ambito di un progetto editoriale che proseguirà nei prossimi anni. Con questo nuovo volume, i lettori possono accedere più in profondità a un’eredità spirituale che costituisce un vero tesoro per la Chiesa.


